Il perfetto “riciclo” per “Chi” e “Libero”…

Il perfetto “riciclo” per “Chi” e “Libero”…

Molti anni fa, quando ero bambino – quindi parliamo di almeno sessantacinque anni fa – nei bar più modesti, quando si aveva bisogno di usare i servizi igienici, capitava quasi regolarmente di trovare, al posto della carta igienica, una serie di ritagli di giornale di qualche giorno prima: una sorta di antenato del “riciclo”…

Peccato che non ci sia più quella “usanza”…

Sarebbe perfetta per “giornali” come “Chi” o come “Libero”…
quest’ultimo diretto dall’ex signor Santanché…(della serie: al peggio non c’è mai fine).

Il post pubblicato dalla pagina Fb “Abolizione del suffragio universale” rappresenta completamente il mio pensiero, non c’è da aggiungere manco una virgola…

(dalla pagina Fb “Abolizione del suffragio universale”

Una donna entra in acqua.
È estate, è al mare a Forte dei Marmi, con gli amici e con un collega.

Fa il bagno, come milioni di italiani in questi giorni.

Quella donna è Silvia Salis, sindaca di Genova.

E Libero ci costruisce su una prima pagina.
Foto in costume, ripresa dal settimanale Chi.
Titolo a caratteri cubitali: “La Salis bollente”.
Occhiello: “Burrasca in vista”.

E un’allusione sull’uomo che le cammina accanto nell’acqua, Marco Speciale, capo di gabinetto del Comune dai tempi della giunta Doria, giusto per far ammiccare il lettore.
Tutto qui.

Una sindaca che fa il bagno trasformata in carne da copertina.
Dove l’abbiamo già visto?

Febbraio 2017, stesso giornale.
In prima pagina la foto di Virginia Raggi, sindaca di Roma, e il titolo “Patata bollente”.

Nel 2024 la Cassazione condannò Libero e Vittorio Feltri per diffamazione aggravata.

Anni di processi per certificare una cosa che ogni persona perbene sapeva dal primo minuto: ridurre al corpo una donna che governa una città è una porcheria.

Oggi alla guida di Libero c’è Alessandro Sallusti.
E Sallusti ha deciso di ristampare la stessa identica formula.

Provate a immaginarlo al contrario.

Un sindaco uomo, fotografato in spiaggia in costume, sbattuto in apertura con un titolo allusivo sul suo corpo “bollente”.

Cercatela, quella prima pagina.
Cercatela pure per ore.

Tornerete a mani vuote.
Perché è questo il meccanismo.

In una certa stampa, il sessismo è uno strumento di lavoro.

L’hanno fatto a Raggi.
Lo rifanno a Salis.

Lo rifaranno alla prossima.

Solidarietà a lei.
E a ogni donna che, prima o poi, qualcuno ha provato a ridurre a un pezzo di carne.

(clicca per ingrandire)

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