(Enrico Testino, Vice Presidente Circolo ARCI Pianacci)
Oggi “qui si scrive la storia”, anzi “la si disegna”.
Infatti oggi, in Area Pianacci, abbiamo “inaugurato” il murale realizzato da alcuni migranti, minori stranieri non accompagnati, ospiti in strutture del Comune in città.
Che, nel murale, hanno voluto raccontarci la storia, la loro.
Che poi è un pezzo di storia di oggi, che rimarrà nei libri, e non è un bel pezzo di storia.
Nel murale i ragazzi hanno voluto raccontare la loro casa e famiglia di partenza, il viaggio, rischiosissimo, la prigionia, il rischio di vita nelle prigioni dei trafficanti di vite, e una speranza di futuro.
La hanno voluta raccontare in modo che rimanesse, su un muro, in modo che fosse un segno, di generosità.
Perché raccontare un viaggio di disperazione non è un atto facile.
Un segno di vita, perché il racconto è voluto come segno vitale, di chi ce l’ha fatta, e vuole continuare con noi, con tutti.
Vuole continuare la vita insieme al nuovo paese.
E raccontare, pubblicamente, sé stessi, è un modo di dire che si vuole continuare il viaggio, ma insieme, perché le migrazioni, che si voglia o no, sono un atto collettivo dell’umanità.
“Viaggiano i perdenti, più adatti ai mutamenti” scrive, e canta, Giovanni Lindo Ferretti.
Si, viaggiano i perdenti, sconfitti dalla storia.
Perché la costrizione a partire, a rischiare la vita è dovuta a una sconfitta collettiva, della comunità umana.
Questi ragazzi, comunque, hanno voluto trasformare una sconfitta in una vittoria.
Anche per tutti noi.
Vogliono farcela, ma più prosaicamente, vogliono semplicemente vivere.
E un’accoglienza, perfetta o meno, bella o brutta, che sia, è un iniziare a costruire insieme una vita, e una guarigione.
E il murale al Pianacci è un monumento, o vorremmo che lo diventasse.
Che un monumento, nella migliore delle ipotesi, è una cicatrice, che ricorda una ferita passata, che deve rimanere nella memoria della storia, ma non addolorare più.
Grazie del racconto.
E’ un modo per renderci, col vostro viaggio, vivi.
Venite a vederlo, e a viverlo.
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Di seguito una descrizione della presentazione del murale.
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“IL MIO RACCONTO SUI MURI”.
Oggi, mercoledì 30 settembre, alle ore 16, abbiamo realizzato la presentazione ai giornalisti di un murale realizzato da un gruppo di minori stranieri non accompagnati che racconta il loro drammatico viaggio e il desiderio di una nuova vita
Il laboratorio e il murale sono stati realizzati all’Area Pianacci del Cep,
Ha partecipato, in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale, l’Assessora Cristina Lodi e l’Assessora Municipale Annalaura Ghigliotti .
Oggi, mercoledì 30 settembre 2026, alle ore 16, presso il Circolo ARCI Pianacci, via della Benedicta 14/16, Genova-Cep, è stato presentato il murale realizzato da minori stranieri non accompagnati seguiti dal Centro per Minori Stranieri non accompagnati “L’Ancora”.
L’iniziativa, dal titolo “Il mio racconto sui muri”, è stata realizzata dal Circolo ARCI Pianacci nell’ambito del progetto “BIP – Benessere, Inclusione, Partecipazione per l’adolescenza in Liguria” Annualità 2025_2026, fondi ministeriali anno 2024, la cui conclusione è prevista proprio il 30 settembre.
Alla presentazione hanno partecipato anche altri ragazzi seguiti da Centri per Minori Stranieri non accompagnati disponibili a rispondere alle domande dei partecipanti e a descrivere il murale.
Al termine seguirà la presentazione di un breve video con alcune immagini tratte dal percorso seguito nella realizzazione del murale.
Il progetto ha visto proporre al gruppo di ragazzi di realizzare un murale dal contenuto libero.
Un percorso di confronto ha poi portato i 6 giovani ad esprimere il desiderio di lasciare una traccia del loro viaggio e percorso nel loro nuovo posto di vita.
I ragazzi partecipanti, in tutto 6, sono stati guidati nel processo di condivisione delle loro storie ed esperienze personali, con un’implicita forza narrativa ed un forte desiderio di “marcare” una propria esistenza in Italia, trasformandole in un’opera artistica collettiva, un murale di circa 5metri x 2 metri.
Il murale è stato realizzato con la direzione e supervisione di Andrea D’Agostino del Circolo Arci Pianacci, diplomato all’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova e con esperienza di laboratori espressivi per minori.Il progetto
Il progetto è emerso con l’intento di offrire uno spazio educativo, creativo e partecipativo, in cui poter esprimere e ri-elaborare le proprie esperienze personali attraverso il linguaggio dell’arte.
L’intervento degli animatori e l’apertura di uno spazio di racconto hanno ulteriormente supportato i ragazzi sia durante l’elaborazione delle idee sia nella realizzazione pratica dell’opera.
L’obiettivo non era infatti quello di proporre ai ragazzi una semplice attività artistica, ma di renderli protagonisti del processo creativo, partendo dalle loro esperienze, dai loro vissuti e dalle loro aspirazioni per arrivare alla realizzazione di un’opera collettiva destinata a rimanere nello spazio pubblico.
Il laboratorio è stato pensato per favorire l’espressione personale e narrativa, rafforzare l’autostima e il senso di appartenenza, promuovere relazioni positive tra pari e sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie capacità.
La possibilità di trasformare esperienze personali in immagini, simboli e rappresentazioni artistiche ha inoltre permesso di valorizzare la voce dei giovani e di riconoscere il loro contributo all’interno della comunità.
Il murale rappresenta inoltre una forma concreta di partecipazione alla vita del territorio: attraverso la realizzazione dell’opera, i giovani hanno avuto la possibilità di lasciare un segno visibile nello spazio pubblico, trasformando una propria esperienza personale e collettiva in un elemento riconoscibile dalla comunità.










