lo scopriremo solo vivendo…

lo scopriremo solo vivendo…

L’ho incontrato qualche ora fa.

Non ci vedevamo da una quindicina d’anni, da quando aveva improvvisamente lasciato il Cep.

Per nulla invecchiato, anzi, e sempre appassionato di musica, quella melodica, con la quale aveva spesso allietato le serate estive al Pianacci.

La stessa musica per la quale, molti anni fa, mi aveva fornito le basi per realizzare i miei videocazzeggi musicali.

Era anche un ottimo cuoco.
Quante volte, quando ancora gestivo la farmacia, mi aveva portato la squisita pasta con le sarde o le appetitose orecchiette della sua terra d’origine, la Puglia…

Mi ha raccontato che, dove si trova adesso, ha a disposizione tutte le strumentazioni più avanzate per calibrare le basi musicali sulla sua voce.

Ma gli manca tanto quel calore che aveva sempre potuto apprezzare al Pianacci, quell’atmosfera “di famiglia” che tante volte era stata un carburante efficacissimo per superare la stanchezza.

“Ci vorrebbe uno come te!”, mi ha confidato al momento dei saluti.

Poi, quasi con un sorriso, ha aggiunto: “A presto!”

Ci siamo abbracciati.
E lui è improvvisamente svanito nel nulla.

Mi sono svegliato conservando ancora, incredibilmente nitida, la calda percezione di quell’abbraccio.

Poi, improvvisamente, me ne sono reso conto.

Lui è mancato una quindicina d’anni fa.
E il luogo in cui si trova ora è quello in cui, prima o poi, saremo tutti destinati ad andare.

“Ci vorrebbe uno come te!”…“A presto!”…

Non so se prenderli come un onirico segno di affetto o come un preoccupante presentimento.

Come diceva il grandissimo Lucio…
“Lo scopriremo solo vivendo”.

Fino a quando, però, non si sa…

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