(testo dalla pagina “Abolizione del suffragio universale”).
Due domande.
Sono bastate due domande.
A Sky TG24, la conduttrice Giovanna Pancheri fa semplicemente il suo mestiere e chiede a Matteo Salvini come pensa di candidare Roggero, condannato a più di cinque anni:“Ministro, lei ha detto che state valutando la candidatura di Roggero, ma sa meglio di me che legalmente è impossibile.
Chiunque è condannato a più di cinque anni è interdetto dai pubblici uffici.
Perché questa boutade?“.
E Salvini, dopo alcuni secondi di silenzio: “Mah… Approfondiremo tutti gli aspetti legali… c’è anche una richiesta di grazia”.
La giornalista, con la pazienza di una maestra elementare alla terza spiegazione: “Sa meglio di me che la grazia agisce sulla pena, non sulla condanna”.
E qui si vede il cervello del vicepremier cercare disperatamente una via d’uscita.
Rumore di Windows che si spegne.
Clessidra sullo schermo.
Ventola al massimo: “No… ma adesso… Valutiamo! Semplicemente questo, valutiamo! Non sappiamo nemmeno qual è la legge elettorale. Se è illegale, non lo candidiamo”.
Straordinario.
Prima annuncia la candidatura.
Poi scopre che potrebbe essere vietata dalla legge.
Infine promette solennemente che, qualora fosse illegale, rinuncerà a commettere l’illegalità.
Ed è tutto ancora più bello se pensate che quest’uomo dispone di un ministero, di un ufficio legislativo, di uno staff, di un partito pieno di avvocati e di gente pagata proprio per aprire i libri al posto suo.
Invece niente.
Ecco perché da Porro, da Vespa, da Del Debbio quella domanda non gliela fa mai nessuno.
Perché lì l’intervista funziona come una carezza: il ministro dice una cosa, il conduttore annuisce, parte la sigla, tutti a casa contenti.
Poi capita l’incidente.
Capita la giornalista che ascolta la risposta, la trova strana e chiede un’altra volta.
E in tre battute il castello viene giù, perché sotto la felpa c’è il nulla assoluto.
Comunque grazie a Sky TG24.
E grazie a Giovanna Pancheri, che ha dimostrato che per smontare la propaganda ridicola di questo governo bastano due domande fatte da una persona sveglia con un microfono in mano.
ps: come sarà apparso evidente ai più, per una questione di eleganza nel titolo è stato usato il termine “figuracce”, in luogo del più appropriato, ancorché volgare, “figure di …”
