Per fare una buona pizza, gli ingredienti sono importanti, ma non è sufficiente: occorre qualcuno che li sappia assemblare, che sappia portare il forno alla temperatura giusta e per il tempo giusto…
anche per fare buona musica gli strumenti sono importanti, ma non è sufficiente: occorre qualcuno che li sappia suonare, che riesca ad amalgamarsi con gli altri, abituali od occasionali, musicisti, e che sappia portare al punto giusto la temperatura emotiva di chi sta ad ascoltare…
Entrambe le cose, in contemporanea, sono successe ieri sera, come altre volte, alla mitica PizzaPoint, la pizzeria dell’inossidabile Mario Rollandini…
Mentre Massimiliano (fratello di Mario) guidava l’impareggiabile staff tra impastatura e forno, nello spazio accanto si materializzava una improvvisatissima band con musicisti che hanno attraversato la storia della musica anche non solo genovese…
Al basso il mitico Bob Callero, che oltre ad aver collaborato con Loredana Bertè, Franco Battiato, Patty Pravo, Fausto Leali, Anna Oxa ed Eugenio Finardi, può annoverare nel suo palmarès anche collaborazioni in studio e dal vivo con Lucio Battisti (sua l’intro de “Il nostro caro angelo”) che lo volle con sé anche per “Anima latina” e “Lucio Battisti, la batteria, il contrabbasso eccetera”.
Ad una delle tastiere l’inconfondibile (e non solo per chioma folta e baffi spioventi) Giorgio Usai, tastierista dei New Trolls dal 1977 al 1980, periodo in cui furono incise pietre miliari come “Quella carezza della sera” ed “Aldebaran”, tanto per citarne un paio.
Con loro anche quattro componenti dei “Reunion”, la prima cover band italiana dei Beatles: Franco “Fisher” Landi (voce e chitarra), Luciano Ottonello (chitarra), Maurizio Cassinelli (batteria e voce) e Luciano Ventriglia (batteria e voce), quest’ultimo già componente dei Bailam e degli U-Boot 70.
E non poteva di certo mancare Sergio Morselli capace di trasformare in strumento di percussione anche una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, così come non poteva mancare la profonda voce di Paolo Calleri, con due belle esecuzioni di “Wonderful tonight” e “Honky Tonk Women”.
Il tutto accompagnato dai “ricami” della tastiera di Mario Rollandini.
Insomma, era da un po’ che io e Susanna non riuscivamo a partecipare a queste belle serate, di cui sentivamo la mancanza…
occasioni in cui si somministra la giusta dose di attenzione sia al palato che alla buona musica, ammantando il tutto con semplice e sana allegria che riesce a contagiare chiunque sia presente, facendolo sentire parte attiva della festa e non “solo” spettatore…
Un’efficace “medicina” anche per la dolce amica Nicoletta.
Lei ed il suo (e nostro, Fulvio), con le loro fotocamere, sono sempre stati una presenza fissa a queste (ed altre) piacevoli serate.
Una coppia che ha sempre saputo evidenziare cosa volesse dire “essere una cosa sola”.
Lui ci ha lasciati da poche settimane, e il vuoto della sua assenza è ancora palpabile.
Lei, con la sua presenza lieve e gentile, riesce a riportarlo tra noi in modo ancora più vivo, quasi tangibile, ed è un dono per tutti noi, perché ci aiuta a custodire la bellezza di ciò che è stato senza smarrirne il calore.
Un filo sottile di memoria condivisa che fa bene a noi e, ne sono certo, fa bene anche a lei.
Come se il ricordo, attraversandoci, continuasse a prendersi cura di chi resta.
Sì, proprio una bella serata…
ps: l’ultima foto è quella di una chitarra che ieri faceva bella mostra di sé dietro i musicisti.
Faceva parte della collezione di Fulvio, che oltre ad essere appassionato di fotografia era anche ottimo chitarrista e grande collezionista di modelli rari.
Quella nellla foto è una Fender George Harrison Rocky Stratocaster, una replica della celebre chitarra psichedelica suonata dal chitarrista dei Beatles.
Questo modello è una fedele riproduzione della Stratocaster originale del 1961 di Harrison, caratterizzata da una vivace decorazione dipinta a mano con pennellate psichedeliche.
George Harrison la utilizzò in momenti iconici della carriera dei Beatles, inclusa la celebre esibizione televisiva di “All You Need Is Love”.
Il corpo è in ontano (Alder) con finitura che replica i disegni originali.
Il manico è in acero con profilo a “C” della metà degli anni ’60 e tastiera in palissandro.
Pickup:tre single-coil Stratocaster stile anni ’60 avvolti a mano.
Una particolarità: presenta la scritta “BEBOPALULA” sul corpo e la dicitura “Rocky” sulla paletta, proprio come l’originale.
Una chicca per i collezionisti.









